Gen
07
2011

Recensioni

Scritto da Salvatore Ultimo aggiornamento (10 Settembre 2011)
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QUALCHE RECENSIONE

 

 

Questo libro di piccoli e singolari racconti e poesie di Salvatore Sini, “ANGELINA PITORRU E ATERAS HISTORIAS”, rappresenta un’opera originale e composita, in cui la parola ed i versi bene si intrecciano con il forte temperamento poetico dello scrittore.

L’autore, che nei suoi cassetti conserva centinaia di poesie, ha voluto dare alla stampa il suo primo volume, consapevole tra l’altro che la cerchia dei lettori si stringe intorno agli aficionados” della maestosa lingua Sarda. E anche da considerarsi poeta bilingue con ovvia predilezione a quella che più gli è congeniale, il Sardo Logudorese, dalla quale attinge la semplicità e la schiettezza della parlata.

A parte la traduzione di testi dall’italiano al sardo, “ Gerusalemme Liberata del Tasso, a Silvia del Leopardi, La livella di Antonio de Curtis ed altri ancora”, si è anche cimentato con alcune traduzioni dallo spagnolo al sardo, “ Machado, Lorca ect.”, troviamo una buona raccolta direttamente scritta in lingua italiana..

La diversità linguistica segna spesso il confine degli argomenti di registro stilistico. Nella lingua sarda abbiamo il Sini fortemente legato alla natura, al suo ambiente e alle tradizioni , ma che echeggiano composite nei ricordi, nella memoria e nella nostalgia della sua tanto amata Sardegna.

Il contenuto ermetico, talvolta, si alterna a canoni largamente comprensibili e apertamente proclamati con richiami morali e sociali congiunti con fortissima tensione affettiva.

Il metro usato dal Sini abbraccia moduli liberi e tradizionali senza distinzione tra le lingue impiegate. Nel contesto contemporaneo nella quale assistiamo ad una confusione schematica, oggi molto diffusa e spesso ufficializzata, l’autore resta saldamente legato al solco classico, salvo rare e sporadiche eccezioni.


 

 

 

I versi del poeta Salvatore Sini sono come una carezza, sono come il maestrale che da millenni accompagna le genti e le greggi della Sardegna. I suoi versi in Sardo fanno bene a cuore di chi sa carpire ed intendere, perché dipingono con il colore dei sentimenti, paesaggi di memorie, di sogni, di dolore e di amore che alla fine si incontrano sempre nelle contrade dell’esistenza.