Gen
23
2011

QUALCHE NORMA PER UN BUON COMPONIMENTO POETICO

Scritto da Salvatore Ultimo aggiornamento (07 Marzo 2011)
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SALVATORE SINI

 

Regole per un buon componimento poetico

 

 

 

La poesia è da considerarsi un insieme di fantasia, creatività e regole molto rigide, e per ciò scrivere poesie non è semplice neanche per chi ha l’inclinazione per questo tipo di letteratura, e quindi a nulla valgono se non si rispettano le regole che la compongono.

Un poeta, ritenendosi tale, non può astenersi dal rispettare i vincoli tecnici, le strofe, i versi di lunghezza esatta, cadenze toniche e rime. Bisogna altresì porre molta cura per non andare fuori tema, rispettando gli argomenti tipologici della forma poetica scelta.

Chiunque può cimentarsi a descrivere le proprie emozioni in versi, ma non è difficile riconoscere se la poesia è bella o brutta, l’unico modo è quello di capire le regole universali

dando per scontato che ci si esprima con una forma grammaticale perfetta.

Una poesia può ritenersi bella se oltre alla forma riesce a raccontare un’infinità di cose con poche parole, se stupisce con una espressione e se chi è intento alla lettura prova la sensazione di una connessione con le idee nascoste nella mente del poeta.

Specificherò qui di seguito tutte le regole fondamentali che un buon poeta deve necessariamente conoscere.

 

 

LA METRICA

 

E’ la disciplina che studia e descrive il verso, analizzandone lunghezza e cadenze. Si divide in due parti ,la Prosodia e le forme Metriche

 

LA PROSODIA

 

Studia gli elementi del verso ( la sillaba, l’accento) e ciò che lo rapporta con altri versi (es. la rima).

 

LE FORME METRICHE

 

Studiano la struttura testuale come , la ballata, la canzone, il sonetto ect.

 

IL METRO

 

E’ la misura ottenuta da un numero di posizioni/piedi all’interno del verso ( un esametro, un pentametro e così via).

 

FIGURE DI PENSIERO

 

Ironia:

Il poeta dice il contrario di quello che pensa ( Vieni a veder la gente quanto s’ama! Dante.

 

Ossimoro:

Accostamento di due termini con significato opposto ( sentìa nell’inno la dolcezza amara)

 

Eufemismo:

Attenuazione di un concetto troppo crudo ( vagolando dove dorma il sacro capo) . Dorma = sia seppellito.

 

FIGURE RETORICHE DI CONTENUTO

 

Similitudine:

Accostamento di termini come in un rapporto di somiglianza, (simile a chiara stella)

 

Metafora:

Evocativa sostituzione di una parola o frase. (Es. occhi di mare)

 

Sinestesia:

Associazione di termini relativi a sfere sensoriali diverse ( Le voci di tenerezza azzurra).

 

Sineddoche:

Designare qualcosa con una sua parte ma in termini quantitativi (es. cinquanta primavere = 50 anni).

 

Metonimia:

Che sostituisce una parola con un’altra attraverso un rapporto di contiguità ( col ribollir dei tini “Carducci” dal mosto che ribolle nei tini.

 

Iperbole:

Un concetto oltre i limiti del verosimile ( Di quel mare ogni stilla, un mar di pianto) Tasso.

 

Ipallage:

Attribuire ad una parola ciò che, nella stessa frase andrebbe attribuita ad un’altra (gli alberi discorrono col trito/ mormorio della rena)

 

Analogia:

Somiglianza tra immagini o parole, basata su associazioni di pensiero o sensazioni ( Balaustrata di brezza) Ungaretti.

 

FIGURE RETORICHE DI PAROLE

 

Con questi strumenti il poeta sfruta il suono ed il ritmo del linguaggio.

 

Alliterazione:

Ripetizione della stessa lettera al’inizio e all’interno di una o più parole dello stesso verso ( il pietoso pastor pianse il suo pianto) Tasso.

 

Anafora:

Riprendere all’inizio di più frasi la stessa espressione ( Per me si và nella città dolente / per me si và nell’eterno dolore) Dante.

 

Assonanza:

Somiglianza di suono fra le ultime sillabe di due o più parole ( onde/ fronde)

 

Chiasmo:

Simmetria incrociata di parole o gruppi di parole ( le donne, i cavalieri, l’arme, gli amori ect.)